The Carnic Pievi Trail

Nature, history, art and spirituality in Carnia

Eighteenth Stage

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Il percorso proposto per questa tappa porta alla conoscenza della Val Pontaiba e dell’alta Val d’ Incaroio, due valli che, oltre ad offrire un ambiente naturale incontaminato e ben curato, permettono di attraversare paesini e borgate che fanno vivere momenti di “Carnia antica”.


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Stage Overview

Starting Point Treppo Carnico
Arrival Point Dierico di Paularo
Difficulty Tourist trail
Length 11.8 km
Walking time 4 hr, 0 min
Environment Low Mountain
Exposure West, South, East
Climb (in metres) 415 m
Descent (in metres) 390 m
Map ref. Tabacco, foglio 09
Water springs NO
Suitable for cycling NO
Horse Rideable NO
Presence of a Pieve NO
Download a printable version of the map a (PDF) Download GPS Path (KML)

Route description

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Dalla parrocchiale di Treppo Carnico si sale leggermente a sinistra (1) e si prosegue in leggera salita sino ad una piazzetta quasi alla fine del paese; si sale per portarsi al lato destro della stessa, dove ha inizio il ripido sentiero (1a) che fa prendere rapidamente quota. Incontrata una strada asfaltata, si prosegue a destra per poche centinaia di metri sino all’altezza di una casa e al tornante sottostante si scende a sinistra per pochi metri per superare il ponte sul Rio Mauràn (1b) ed iniziare la seconda ripida salita. Al termine dello sterrato si prosegue a sinistra  su strada asfaltata per salire agli abitati di Tavella, Tausia, Murzalis e portarsi a Ligosullo, che si attraversa lungo la sua stradina centrale. Al termine dell’abitato ci si trova in un ampio tornante caratterizzato da murales raffiguranti dei ciclisti e si sale per poche decine di metri sino ad incontrare sulla destra una scala metallica (2) che permette di scendere per portarsi all’inizio di un sentiero. Circa novecento metri di cammino all’ombra di una fitta vegetazione arborea e ci si riporta sulla strada provinciale poco prima della stele al ciclista sita a Forc. di Lius. Ad un vicino bivio si lascia l’asfalto per proseguire a sinistra lungo la pista forestale (2a) e, tralasciando due bivi ed un sentiero che si incontrano sulla destra, dopo poco più di due chilometri di cammino all’ombra di maestosi abeti bianchi e abeti rossi, si inizia la discesa verso il fondovalle seguendo sulla destra (3) una strada a tratti cementata. Pochissime centinaia di metri e, ad un tornante, si abbandona la strada (3a) per proseguire sul sentiero che ha inizio in prossimità di uno stavolo. Prestando  parecchia attenzione alla segnaletica (giallo-bianco), e seguendo anche alcuni bollini rossi, ci si porta a monte di uno stavolo e da qui su un panoramico costone che permette di ammirare appieno la bellezza della conca di Paularo con la superba visione del versante nord del monte Sernio. Siamo ora su prati sfalciati. Passati fra due stavoli quasi attaccati, ci si porta in prossimità di un ruscelletto e si scende per un po’ costeggiandolo sino all’altezza di un capanno per proseguire in diagonale sulla sinistra in direzione di uno stavolo ben riconoscibile dalle imposte verdi. Ora si prosegue su sterrato sino ad incontrare la vicina strada comunale che si segue sulla destra per pochissimo sino ad un tornante dove, ancora sulla destra, si riprende il sentiero che scende nell’abitato di Villamezzo (3b). Giunti all’altezza della chiesetta a pianta ottagonale “S.Maria di Loreto” (1720), si scende per circa cento metri e poi si prosegue a destra per continuare a scendere sino a portarsi nella piazza del municipio di Paularo (4), che si trova poco oltre il ponte sul T. Chiarsò. Si continua a scendere e quasi al termine del lungo rettilineo si prosegue a sinistra seguendo le indicazioni per Dierico, che si raggiunge (5). con breve salita dopo aver superato la zona sportiva.


                                     La  “Mozartina”


Giunti a Paularo, si consiglia vivamente la visita alla Mozartina, collezione di strumenti  musicali antichi curata dal prof. Giovanni Canciani e ospitata a Palazzo Scala, nella frazione di Villamezzo. Visite su prenotazione.


“Il percorso espositivo si dipana lungo varie sale. Gli strumenti esposti nella “sala dell’organo Testa”  rappresentano una sintesi di tutti gli strumenti a tastiera. Accanto al clavicembalo, al pianoforte e ad alcune cetre troviamo l’organo Testa, databile verso il 1650, uno strumento detto “ad ala” per la particolare disposizione delle 320 canne che ricordano due ali di uccello chiuse. Nella “sala carnica”  si possono ammirare, tra gli altri, un raro pianoforte da tavolo Kaeferle dell’ottocento e  il pianoforte Kriegelstein, di notevole pregio per le innovazioni apportate alla meccanica e alla struttura portante. Al piano superiore troviamo la “saletta dei concerti” dove fanno bella mostra di sè un pianoforte Lipp, la cui storia sfuma nella leggenda, due armonium e una vasta raccolta di pianete del Seicento e Settecento, la “stanza del compositore” con un pianoforte Erard, la marca preferita da Beethoven e la “sala del Genovesino” dove sono conservati due dipinti del Cinquecento attribuiti a Luigi Miradori, detto il “Genovesino” e a Gioacchino Asseretto. Alle pareti sono appesi strumenti dell’Ottocento. Stampe e manoscritti di notevole pregio arricchiscono l’intera collezione.


Per informazioni rivolgersi alla “Mozartina (0433.70162//328.4186585) o all’ufficio CarniaMusei (0433.487779   ).

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