Cammino delle Pievi

Natura, storia, arte e spiritualità in Carnia

Ottava Tappa

Ė un itinerario che richiede un notevole impegno fisico nella prima parte del percorso e ripaga abbondantemente nella seconda, quando permette di apprezzare quanto di meglio può offrire il bosco di faggio. Questa tappa ci porta in prossimità delle Dolomiti Friulane, offrendoci un primo assaggio del panorama stupendo che solo questi monti sanno offrire.
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Riepilogo di tappa

Punto di Partenza Socchieve
Punto di Arrivo Forni di Sotto
Difficoltà Itinerario Escursionistico
Lunghezza 20.8 km
Tempo di Percorrenza 8 ore, 0 minuti
Ambiente Bassa Montagna
Esposizione Sud-Est, Sud, Ovest
Dislivello in Salita 1.033 m
Dislivello in Discesa 674 m
Riferimento Cartografico Tabacco 13 (1:25.000), Tabacco 02 (1:25.000)
Sorgenti d'acqua NO
Percorribile in bicicletta NO
Percorribile a cavallo NO
Presenza di una pieve SI
Scarica la mappa in versione stampabile (PDF) Scarica il tracciato GPS (KML)

Descrizione percorso

Dal centro dell’abitato di Socchieve,(1) all’altezza della piazzetta, ci si incammina seguendo il cartello stradale indicante “Casolare Dalchia” per attraversare tutto il paese e portarsi sul greto del torrente Lumiei. Al termine del greto si sale subito a destra seguendo una strada asfaltata (sempre segnavia Cai 239 sino all’arrivo a Cima Corso) che porta al vicino Casolare Dalchia dove termina l’asfalto. Si prosegue ora per circa cento metri a destra su strada sterrata sino al termine del prato e si sale a destra (1a) seguendo il ripido e faticoso sentiero  che porta in prossimità della cima del monte Corona (742 m). Terminata la faticosa salita, prima una comoda mulattiera e poi una strada portano in leggera discesa sino all’incrocio con la strada regionale 552 all’altezza della Forca di Priuso (2). Pochi metri sull’asfalto verso sinistra e poi subito a destra per salire lungo una strada  sterrata per portarsi in quota, sempre all’ombra di un bel bosco di faggio. Fatta un bel po’ di salita, circa trecento metri dopo due ringhiere metalliche protettive e alcune briglie sul Rio  Festiniais si abbandona la strada, che prosegue il leggera discesa in direzione dello St.lo Pantiana, e, prestando attenzione al segnale posto su un albero un po’ in alto, si sale a destra (3)  lungo un sentiero che, con iniziali tornantini, porta sul vicino crinale del monte Pelois (1160 m), fra il monte Jof a Est e il monte Corno a Ovest. 
Terminata anche questa salita, un breve tratto in lieve discesa porta alla stazione a monte della sciovia che sale da Cima Corso, già da alcuni anni dimessa (4). 
Qui giunti, chi desidera accorciare un po’ il percorso può scendere a valle seguendo la pista da sci, ma va tenuto presente che il fondo non favorisce una piacevole camminata.
Seguendo sempre i colori bianco-rosso del Cai, si prosegue  superando con alcuni lievi saliscendi buona parte del crinale sino ad incontrare una strada sterrata e qui, sulla destra (5), ha inizio la comoda discesa che, sempre all’ombra di freschi faggi, porta a Cima Corso all’altezza del piazzale della dismessa seggiovia e termina in prossimità del ristorante “M.Jôf”(6).
Tenendo la sinistra ci si porta quasi al termine del piazzale e si prosegue lungo una stradina parallela alla S.S. 52 e caratterizzata da uno steccato; dopo circa 300 metri, ad un bivio, si prosegue a destra sempre su stradina asfaltata per circa 1 km e, lasciati sulla destra il biotopo di Cima Corso e sulla sinistra alcuni edifici, si continua a destra seguendo per 500 metri una strada sterrata che porta a Case Nemboluzza, Quasi al termine della strada si prosegue sinistra (6a) lungo il sentiero che dapprima attraversa in piano una giovane piantagione di abete rosso, poi sale per circa 200 metri sino a all’altezza di uno stavolo, che si lascia sulla destra; ora si scende un po’ per poi iniziare la diagonale (che richiede un po’ di attenzione in alcuni tratti) che in circa 15 minuti porta sul costone dello stavolo “del Mur” (878 m). Ad un bivio si prosegue a destra (7) per scendere decisi e quindi con parecchie serpentine perdere  rapidamente quota (il tratto richiede attenzione soprattutto in caso di bagnato) per portarsi sui prati in prossimità dei ruderi dello stavolo “del Mur” (8), dove si incontra il sentiero segnavia Cai 383 che si segue sulla destra. In  circa 20 minuti si giunge ad una cappelletta votiva e poco dopo, con la pendenza che aumenta lievemente, ci si porta al ponticello sull’orrido di Rascie (attenzione a non sporgersi!). A un vicino bivio si sale a destra per portarsi in prossimità dello stavolo Meste, dove il  sentiero ha termine, e si prosegue a sinistra per circa 300 metri su strada asfaltata sino a immettersi sulla S.S. 52 dismessa all’altezza della vecchia galleria del Passo della Morte (9). Dopo circa 1,7 km si giunge alla chiesetta di S. Lorenzo e  in breve ci si immette sull’attuale S.S. 52. Dopo circa 300 metri si abbandona la strada statale per scendere a sinistra e proseguire lungo una stradina che la costeggia sino all’inizio del ponte sul Rio Auza, in prossimità dell’abitato di Forni di Sotto (10).


Note:
1 - La salita al monte Corona, pur breve, è molto ripida e  faticosa e in caso di bagnato, il fondo è assai scivoloso e quindi pericoloso.Si consiglia di valutare la possibilità/opportunità/necessità di evitare questo tratto e di portarsi alla “Forca di Priuso” su strada asfaltata. Da Socchieve si sale per strada interna all’abitato di Nonta e quindi ci si immette sulla S.S. 52 Carnica per scendere sino al ponte sul torrente Lumiei;  oltre il ponte  si prosegue a sinistra seguendo la S.R. 552 che lascia sulla sinistra l’abitato di Priuso (463 m) e poi,  con alcuni tornanti, sale alla Forca di Priuso (654 m).(2) Da Socchieve: 5.5 chilometri
2 - Superata la stazione a monte della seggiovia e giunti all’innesto sulla pista forestale del M.Jôf per iniziare la discesa a Cima Corso, invece di scendere subito a destra ci si può portare avanti per circa cento metri sino ad una cappelletta e poi scendere adestra lungo un sentiero che poco sotto riporta sulla strada di discesa.
3 - Chi ritiene di interrompere il cammino a Cima Corso può far ricorso ad un servizio di taxi o usufruire della corriera di linea che ha la fermata a circa 300 metri dal ristorante, in direzione di Forni di Sotto.
4 - Chi desidera raggiungere Forni di Sotto sempre su strada asfaltata si  incammina lungo la S.S. 52 e dopo  circa 2.5.km, all’altezza della nuova galleria, scende a sinistra per proseguire lungo la S.S. dismessa e rientrare sulla S.S. 52 dopo circa 3 km. Questa soluzione richiede grande attenzione al traffico automobilistico, soprattutto sino al bivio con la strada statale dimessa.  Il percorso da Cima Corso a Forni di Sotto viene accorciato di circa un’ora.
5 - Si consiglia la visita alla chiesa di S. Lorenzo XIV secolo e monumento nazionale impreziosita dal ciclo pittorico di Gianfrancesco da Tolmezzo.  Per la visita è necessario contattare preventivamente la parrocchia S.M. del Rosario di Forni di Sotto (tel. 0433.87034)

Pieve di Santa Maria del Rosario

La Pieve, che ora porta ora il titolo di Santa Maria del Rosario, discende secondo alcuni studiosi (come il Biasutti) da una primitiva matrice intitolata a San Lorenzo e ubicata in Vico.


La sede plebanale sarebbe passata sul colle di San Martino, intitolata a quel santo, in epoca longobarda (sec. VII – VIII). Sarebbe poi stata dedicata a Santa Maria al momento della sottomissione all’abbazia di Santa Maria di Sesto al Reghena (nel 778), per giungere poi alla titolazione attuale di Santa Maria del Rosario.



La storia della Pieve è caratterizzata dalle diatribe che nel Basso Medio Evo sorgevano periodicamente tra la chiesa matrice e l’unica filiale di Forni di Sopra, che male sopportava la propria condizione subordinata al pievano residente a Forni di Sotto. Questa subordinazione fu peraltro sempre ribadita dalla curia patriarcale. Solo dopo i ricorsi al Patriarca, e persino al Papa, si giunse, alla fine del sec. XV, ad una effettiva indipendenza di Forni di Sopra, col riconoscimento di tutti i diritti di cui gode una parrocchia ovvero del battistero, del cimitero, di un clero locale con diritto di quartese e dell’esenzione da obblighi nei confronti della matrice Forni di Sotto.

Orari di apertura:

La Pieve è visitabile in concomitanza di celebrazioni, eventi o aperture programmate, riportati di seguito (scheda Celebrazioni e Aperture). Per chi intendesse visitare la pieve in altri giorni/orari, è possibile richiedere un'apertura straordinaria, cliccando qui

Informazioni aggiuntive

Appena fuori dal paese si attraversa il torrente Lumiei, sulle cui sponde cresce una vegetazione golenale con salice, ontano bianco e pino silvestre. Dopo aver attraversato il torrente si prosegue su strada asfaltata costeggiata da prati ricolonizzati da nocciolo, frassino e acero, mentre prati falciati contornano i Casolari Dalchia. Lungo la salita verso il Monte Corona la vegetazione arborea cambia a seconda dell'esposizione del versante. Si tratta in parte di aree un tempo coltivate e ora ricoperte, a sud, da carpino nero e, a nord, da faggio e carpino bianco. Tra il Monte Corona e la Forca di Priuso si attraversano faggete miste a pino silvestre e orniello alternate a prati stabili e pascoli. Lungo la pista forestale che porta in salita verso Stavolo Pantiana si attraversa una faggeta mista a pino silvestre, acero, rovere, carpino nero, orniello e nocciolo. Nel sottobosco fioriscono la lattuga montana, felci, poligala, globularia, elleborina bianca e epimedio. Lungo il sentiero che porta in cresta, tra il Monte Pelosi e il Monte Jòf, si passa su ex prati e pascoli rimboschiti in parte da pino silvestre e abete rosso e in parte da faggio. L'esposizione a sud del versante favorisce una vegetazione termofila con una buona presenza del carpino nero e rododendro irsuto nel sottobosco. Sulla pista forestale di esbosco del Monte Jòf si attraversano prati abbandonati e rimboschiti a pino silvestre e abete rosso. Scendendo sul versante nord del monte verso il piazzale di Cima Corso si notano aree popolate da faggio con acero, nocciolo e salicone e alternanza con alcune radure a prato falciato. Nel sottobosco crescono la lonicera e il lampone. La fauna presente è formata da ungulati come cervo e capriolo e dalla lepre, mentre l'avifauna annovera galliformi alpini come il francolino di monte e il gallo cedrone. Meritano una visita naturalistica le zone umide di Cima Corso salvaguardate a biotopo.

skilift s.n.c. osteria con cucina - Convenzionato - aperto dal martedì alla domenica


Indirizzo: Cima Corso, 9/a 33021 Ampezzo


Tel.  3664412730

  • 21-07-2018 - Ottava tappa con accompagnamento spirituale
    Tipologia: Visita Guidata

    Sabato 21 luglio 2018 verrà percorsa l'ottava tappa del Cammino delle Pievi, da Socchieve a Forni di Sotto, con animazione spirituale a cura dell'Arciconfraternita "Pieres Vives".


    Per ulteriori informazioni si veda l'allegato.


    Scarica allegato (PDF)

Poco o nulla rimane oggi dell’edificio originario della Pieve di Santa Maria del Rosario. Il 26 maggio 1944 venne infatti incendiato e raso al suolo l’intero paese dall’esercito tedesco, per rappresaglia contro i partigiani.

La chiesa, che prima di essere distrutta presentava un aspetto settecentesco, venne ricostruita nel 1953 sulle fondamenta della precedente, ma gli arredi e le suppellettili ecclesiastiche sono andati quasi tutti perduti, tranne l’altare del Settecento 5274495244(Foto).

Al suo interno sono però custoditi una statua della Madonna del Rosario di Domenico Mioni da Tolmezzo (ca. 1485) 5274495606(Foto) e un altare ligneo seicentesco di Gerolamo Comuzzi da Gemona del Friuli, con le statue di San Lorenzo e Sant’Osvaldo 5274496110(Foto) - quella centrale della Madonna è stata rubata - che provengono dalla chiesa di San Lorenzo.

Quest’ultima chiesa, che si trova in località Las Cluses, vale sicuramente una visita per la presenza di un bellissimo ciclo di affreschi realizzati alla fine del Quattrocento da Gianfrancesco da Tolmezzo.

Orari delle Liturgie:
Festive: ore 08.00 e 11.00
Feriali: invernali, ore 17.15; estive, ore 20.00
Solennità patronale: Beata Vergine del Rosario, prima domenica di ottobre, ore 08.00 e 11.00, (con processione).


Possibilità di celebrazione:
nella Pieve si può celebrare, previo accordo col pievano.


Custode-referente:
Dorigo Anna Maria tel. 345 8424583.


Aperture Programmate
non sono attualmente previste aperture programmate per questa Pieve


Aperture a Richiesta
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