Cammino delle Pievi

Natura, storia, arte e spiritualità in Carnia

Consigli

Qui di seguito un elenco di consigli e di istruzioni da seguire prima di intraprendere il cammino, sia che si decida di intraprenderlo in maniera autonoma, sia che si decida di farlo accompagnati (per informazioni aggiornate sui programmi di visite accompagnate consultare la pagina aggiornamenti) .


Si informa che è stato modificato il recapito telefonico. Il nuovo numero è il seguente: 345 9130672


Scusandoci per l'inconveniente, provvederemo al più presto ad aggiornare la pagina "Contatti"  e la voce "Reception" di questa pagina con il nuovo recapito.


 


    Reception
    Prima di partire si consiglia di recarsi presso il punto informativo di Cjase Emmaus ad Imponzo di Tolmezzo (tel. +39. 345 9130672), località di partenza per il Cammino delle Pievi. Alla reception si possono reperire il materiale informativo, i gadget, eventuali aggiornamenti sui percorsi del cammino e sulle località attraversate, sulle pievi, sulle visite guidate e sugli eventuali accompagnatori.

    Materiale Informativo
    Per procurarsi il materiale informativo e i gadgets (bastone, maglietta, medaglia, carta del pellegrino) si consiglia di recarsi, prima di partire, al punto informativo della reception. La carta del pellegrino consente di documentare le tappe percorse, grazie alla timbratura che potrà essere effettuata di volta in volta.

    Periodi Consigliati
    Gli itinerari di fondovalle e tra le Prealpi, in sostanza quasi tutti gli itinerari comprendenti come tappa una Pieve, possono essere percorsi in qualunque stagione con facilità. Le stagioni ideali per compiere gli itinerari compresi tra Forni di Sopra e Ravascletto (tappe da 10 a 15) in sicurezza - senza bisogno di ciaspole o sci - sono la primavera inoltrata (metà maggio), l'estate e la prima parte dell'autunno (metà novembre).

    Punti d'appoggio
    I rifugi e i punti di appoggio - malghe e agriturismi - che si incontrano lungo il cammino sono aperti durante la stagione estiva e autunnale, tra il 15 giugno e il 30 settembre, salvo diversa segnalazione nella sezione annunci di questo sito o alla reception di Cjase Emmaus. Non necessitano di punti di ristoro le prime otto tappe (ad eccezione della variante alla seconda tappa). In ogni caso, ulteriori informazioni di carattere turistico (utili anche prima o dopo aver affrontato una o più tappe) si possono direttamente ottenere presso Carnia Welcome, (Via Divisione Garibaldi, 6 – 33028 Tolmezzo, UD) al numero telefonico 0433 466220 (oppure 335-7960629), fax 0433 494892 o e-mail info@carnia.it.

    Mappe
    Utile avere con sé la mappa del Cammino realizzata appositamente per il Cammino delle Pievi in scala 1:50.000 e la carta 1:25000 che accompagna ogni tappa. In alternativa sono utili anche le classiche carte  delle edizioni Tabacco, dove però il percorso non è evidenziato: fogli 01, 02, 09, 13.

    • Condizioni dei Sentieri

    Condizioni dei Sentieri
    I percorsi indicati sono considerati facili e sempre percorribili. Però eventuali violenti temporali nei giorni precedenti l'escursione possono dissestarli, ponendo l'escursionista di fronte a difficoltà impreviste. Oltre a consultare la sezione aggiornamenti del presente sito si consiglia pertanto di chiedere informazioni ai valligiani, alle guardie forestali o alle sezioni del CAI competenti per il territorio prima di partire.

    Abbigliamento
    L'abbigliamento si impara a dosare con esperienza e buon senso, regolandosi in base all'altitudine (più in alto si va, più bisogna tener conto del maggior irraggiamento del sole, della maggior ventilazione e della diminuzione di temperatura) e della stagione. Si consiglia di dotarsi sempre di un abbigliamento sportivo e comodo e di scarpe da trekking con suola VIBRAM, qualsiasi siano la stagione e la tappa prescelta. In montagna ci si veste sempre a strati (“a cipolla”), utilizzando preferibilmente tessuti ad alta traspirazione (che si trovano in tutti i negozi sportivi). Per il primo strato, a contatto con la pelle, è bene portare uno o due cambi (a seconda della lunghezza del percorso e considerando l'eventuale pernottamento), così come per l'intimo e i calzetti (alti almeno sopra la caviglia). Indossare pantaloni lunghi (specialmente a quote più elevate, in stagione non estiva e in zone con pericolo zecche e vipere) e comodi per il movimento oppure corti (se in presenza di forte caldo) ma con calzettoni alti al polpaccio. Per il secondo strato una camicia a maniche lunghe, una maglia o un pile leggeri (a seconda della stagione e della quota affrontata). Per il terzo strato una maglia o giacca tecnica antivento o una giacca anti-vento/ anti-pioggia, un copricalzoni, un berretto (di cotone se molto caldo, di lana se freddo e in quota), un paio di guanti.

    Attrezzatura
    Indossare uno zaino adatto a contenere l'occorrente (capacità tra i 10 e i 20 litri a seconda dell'allenamento individuale e del tipo di tappa), un coprizaino per la pioggia, un ombrellino e un paio di bastoncini, che nelle discese aiutano ad evitare scivoloni e troppe sollecitazioni alle ginocchia. Inoltre una piccola pila frontale, un fischietto, un coltellino, un sacco lenzuolo e un piccolo asciugamano (se si prevede il pernottamento), crema solare (al di sopra dei 1500 metri).

    Assicurazione
    E' importante avere un'assicurazione contro gli infortuni.

    Vaccinazioni
    Si consiglia di effettuare la vaccinazione contro il morso della zecca: questi temibili insetti sono presenti soprattutto nella terza, quarta e quinta tappa. In Friuli Venezia Giulia il vaccino è gratuito: si consiglia di indossare indumenti chiari (per poterle individuare con facilità), bloccando i calzoni alle caviglie e evitando di camminare nell'erba alta o vicino ai cespugli. In ogni caso è opportuno fare un'accurata ispezione del proprio corpo dopo la gita e a fine giornata.

    Difficoltà
    Gli itinerari sono stati classificati secondo due livelli, che seguono la scala convenzionale del CAI per le “difficoltà escursionistiche”. T=Turistico e E=Escursionistico, con le seguenti interpretazioni:

    • T=Turistico: Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 metri e costituiscono, di solito, l'accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell'ambiente montano ed una preparazione fisica alla camminata
    • E=Escursionistico: Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio su terreno vario di solito con segnalazioni. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi ed avere singoli passaggi o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi né impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature che però non necessitano di equipaggiamento specifico. Richiedono un certo senso di orientamento, allenamento alla camminata ed equipaggiamento adeguato.

    Tempi di Percorrenza
    Le indicazioni fornite sui tempi di percorrenza di ciascuna tappa si basano sulle valutazioni espresse anche sulle tabelle dei segnavia CAI, che in un'ora di cammino prevedono il superamento di circa 330 metri in salita e di circa 400 metri in discesa; tali parametri tengono conto anche dei tratti pianeggianti e delle traversate con poca pendenza, dove il tempo scorre ma si fa poco dislivello. 

    • Percorribilità in bicicletta

    Percorribilità in bicicletta
    Gli itinerari con valutazione di difficoltà T sono percorribili in bicicletta

    Percorribilità a Cavallo
    Gli itinerari con valutazione di difficoltà T sono percorribili a cavallo

    Segnavia sui percorsi
    Il percorso è interamente segnato con segnavia di colore giallo e bianco e tabellina con freccia direzionale e logo del Cammino, ad eccezione dei sentieri con segnavia CAI, che riportano i consueti bolli bianchi e rossi.

    Acqua
    Alcune tappe consentono di effettuare rifornimenti di acqua, in ogni caso è buona norma portare sempre con sé una borraccia o altro contenitore con acqua o sali minerali, specie durante la stagione estiva. In inverno è meglio un thermos con thé caldo.

    Provviste
    Portare al seguito cibi di facile assimilazione come biscotti, cioccolata fondente, frutta fresca o secca (a seconda della stagione) e evitare salumi e latticini. Prevedere una quantità di liquidi (non alcolici e non gasati) rapportata alla temperatura, all'impegno che il percorso richiede, alla possibilità o meno di incontrare posti di ristoro (paesi, rifugi, agriturismi, malghe).

    Vipere
    Fare sempre attenzione e ispezionare il luogo prima di sedersi o sdraiarsi su erba, roccette, ghiaioni. In caso di morso di rettile bisogna riconoscere se si tratta di colubro (innocuo) o viperide (velenoso). Il morso di vipera si riconosce dal segno rilasciato (due puntini rossi a distanza di circa un centimetro). Rimanere calmi, stare a riposo e chiamare il soccorso alpino tenendo la persona al caldo. Non somministrare alcolici o sostanze eccitanti.

    Kit di Primo Soccorso
    Prudenza, buon senso, conoscenza delle proprie capacità e dei propri limiti uniti ad una corretta alimentazione e giusto vestiario sono gli ingredienti essenziali per la riuscita di un'escursione. Si consiglia di portare nello zaino, per ogni evenienza: cerotto telato, cerotti di diversa misura, garze (possibilmente sterili), fascia elastica (5/10 cm di larghezza), fazzoletto e spille da balia, disinfettante (prodotti NON iodati), telo termico, forbici e coltello, analgesici comuni (aspirina, novalgina). Il cardiopatico dovrebbe avere sempre con sè la trinitrina (sublinguale) [fonte: dott. P.P.Pillinini, socio della sezione Cai di Tolmezzo e alpinista, dirigente primo livello Pronto Soccorso Medicina di Urgenza - Ospedale Civile di Tolmezzo].

    Soccorso
    In caso di necessità, per chiedere nel modo più semplice, immediato ed efficace l'intervento del Soccorso Alpino si compone il numero telefonico 118. L'intervento è gratuito. Considerato che in montagna spesso non c'è copertura di rete telefonica è necessario conoscere anche i segnali internazionali del soccorso alpino. 1- Chiamata di soccorso: emettere richiami acustici/ ottici in numero di 6 ogni minuto (un segnale ogni 10 secondi); a seguire 1 minuto di intervallo. Ripetere la sequenza fin quando si ottiene risposta. 2- Risposta di soccorso: emettere richiami acustici/ ottici in numero di 3 ogni minuto (un segnale ogni 20 secondi); a seguire 1 minuto di intervallo. Ripetere la sequenza fin quando si ottiene una risposta. Chi intercetta un segnale di soccorso deve rispondere al segnale ed attivarsi per portare aiuto con tempestività e nel modo più opportuno. Per i segnali acustici si consiglia di avere al seguito un fischietto. In caso di soccorso che richieda l'uso dell'elicottero: in vista dello stesso: - tenere le braccia alzate aperte a ipsilon (Y) significa “abbiamo bisogno di soccorso”;   - un braccio alzato e leggermente aperto e un braccio basso e leggermente aperto significano “non serve soccorso”; il soccorso alpino è gratuito ma non c'è alcuna copertura assicurativa.

    Cani
    Se si portano cani al seguito è obbligatorio effettuare all'animale la vaccinazione antirabbica (O. M. 68 del 3-3-2009). Inoltre l'animale va sempre tenuto al guinzaglio (O.M. del 26-11-2009) per non disturbare la fauna stanziale  (ammenda di € 430,00).

    • Descrizione Tappe

    Descrizione Tappe
    Le descrizioni di percorso sono molto dettagliate nelle prime sette tappe, dove gli itinerari si sviluppano su strade, mulattiere e sentieri scarsamente frequentati. Dall'ottava tappa in poi le descrizioni sono meno analitiche perché tutti gli itinerari proposti sono su strade, mulattiere e sentieri molto frequentati e curati annualmente dal CAI (Club alpino italiano). Si considera bassa montagna quando la quota massima raggiunta non supera i 1500 metri circa sui versanti soleggiati e 1200 metri sui versanti in ombra. Media montagna: la quota massima sale fino ai 2000/ 2500 a seconda dei versanti. Alta montagna: sopra i 2000/ 2500 metri circa, a seconda dei versanti. Da tenere presente che queste quote sono indicative per la zona delle Alpi Orientali, mentre vanno innalzate di 400/ 500 metri mano a mano che ci si sposta verso occidente.